ECOMAFIE: LE NAVI DEI VELENI

 Quale mistero si cela sul fondo del Mediterraneo?

 

1979 Aso; 1985 Nikos I; 1985 Koraline; 1986 Mikigan; 1987 Rigel; 1988 Four Star; 1989 Anni ; 1990 Jolly Rosso; 1991 Alessandro I; 1993 Marco Polo; 12 settembre 2009 Cunski.

Si tratta di alcune delle numerose navi cariche di sostanze tossiche e radioattive che ogni giorno spariscono misteriosamente nel Mediterraneo. Proprio così, perché queste navi affondano nel nostro mare e nessuno ne sa più nulla. Ė accaduto pochi mesi fa al largo della costa calabra con l’imbarcazione Cunski, che poi a seguito di ricerche svolte sotto supervisione ministeriale si è rivelata non contenere materiali pericolosi. Tuttavia da parte degli ambientalisti (e non solo) qualche sospetto permane tutt’ora…
Immagino vi chiederete quale meccanismo si celi dietro questi ambigui affondamenti di navi “fantasma”. Si tratta delle “ecomafie”. Infatti, ricerche svolte da Legambiente (che da anni indaga in merito a tale argomento) rivelano il coinvolgimento della criminalità organizzata. Un metodo semplice ed economico di eliminare i rifiuti che invadono il nostro paese e che attrae un numero sempre maggiore di imprenditori interessati a risparmiare sui costi di smaltimento. Del resto fino agli anni Novanta c'era addirittura chi teorizzava pubblicamente la sepoltura in mare dei rifiuti radioattivi. La Odm (Oceanic Disposal Management) di Giorgio Comerio, che operava dal 1987, si presentava su Internet offrendo i suoi servigi di affondamento su commissione. A quei tempi era già in vigore la Convenzione di Londra che vieta espressamente lo scarico in mare di rifiuti radioattivi. Ma passiamo alle conseguenze di questi comportamenti spregiudicati. Innanzitutto, oggi la Convenzione Onu impedisce di riversare materiale pericoloso sui fondali marini a causa degli ingenti danni alla flora e alla fauna. Non solo, i rischi riguardano anche l’uomo: nutrirsi di pesce contaminato provoca l’intossicazione e diverse malattie, per non parlare dell’aumento dei casi di tumore nelle zone interessate.
A tutto ciò si aggiunge un alone di mistero: mi riferisco alle morti rimaste ancora senza spiegazione ufficiale di chi ha tentato di far luce in merito alle navi dei veleni, come la giornalista del Tg3 Ilaria Alpi, che negli anni ’90 stava indagando sul traffico di navi in Somalia (cui probabilmente era collegato anche un traffico di armi), e dell’operatore Miran Hrovatin. A questa situazione anomala il governo non risponde in modo incisivo, rimane inerme, sembra chiudere un occhio sull’intera faccenda, finendo per farne una delle ulteriori questioni irrisolte del nostro paese. Sarà che qui in Italia spesso la criminalità e l’illegalità finiscono per farla franca, trovando in un modo o nell’altro nuove vie di arricchimento…
Ma così non la pensano Legambiente e WWF che continuano ad impegnarsi per riportare a galla la verità celata sul fondo del mare."Per troppi anni i magistrati sono stati lasciati soli mentre i processi venivano insabbiati: a questo punto tutte le inchieste vanno riaperte", chiedono Enrico Fontana e Nuccio Barillà, i dirigenti della Legambiente che hanno denunciato molte sparizioni sospette di navi. "Devono intervenire la procura nazionale antimafia e il ministero dell'Ambiente, bisogna formare un'unità di crisi per il monitoraggio delle zone in cui all'aumento della radioattività corrisponde un picco di tumori. Vogliamo sapere la verità sui legami tra il traffico di rifiuti e il traffico di armi, le connessioni con il caso Ilaria Alpi e il trafugamento di plutonio e materiali radioattivi".

Non dobbiamo pensare che questa sia una questione che riguarda unicamente gli ambientalisti, bensì tocca da vicino tutti noi, la nostra salute, il nostro mare e il ripristino di quella legalità che troppo spesso manca nel nostro paese.
(Informazioni e approfondimenti da www.repubblica.it e www.legambiente.it ).
 
Alberta Romano 

Ohi brava Alberta.. certo che

Ohi brava Alberta.. certo che non è facile spiegare tutti i meccanismi di ecomafie e in particolar modo quello delle Navi dei veleni in un singolo articolo. Sarebbe bello riuscire a ritrovare il video documentario realizzato da Legambiente che abbiamo visto al GreenDrink.
Per coloro che vogliono approfondire l'argomento vorrei proporre altri due link in cui si parla delle navi dei veleni e delle ecomafie in generale.

http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_14/video_navi_scorie_9eda04...

http://www.verdenero.it/

Informiamoci.

Per quanto riguarda le

Per quanto riguarda le tematiche ambientali, Gioventù Attiva è stata invitata sabato 19 al dibattito pubblico sui temi della raccolta differenziata e della sostenibilità "Differènziati", durante il quale uno dei due Coordinatori Generali, Tommaso Giacchetti, ha presentato "Green Action", la campagna ambientale del nostro movimento.
Per informazioni visitate il gruppo facebook del movimento.

 CIRCOLO DI CAPOPRATI
Via di Capoprati 12a 00194 Roma.

Chi è on-line

Ci sono attualmente 0 utenti e 1 visitatore collegati.

Commenti recenti

Nuovi utenti

  • beatrice
  • Rolinda
  • Davide
  • valentina casaleS
  • Ennio Cantoresi